Agatha Christie: la signora del giallo

Pubblicato il da Daniele A. Esposito

Agatha Christie: la signora del giallo

C'era qualcosa di sinistro in quell'isola, che la fece rabbrividire leggermente.

Un centinaio d’anni fa due sorelle fecero una scommessa. “Scommetto che non saresti in grado di scrivere un romanzo giallo”, deve aver detto Madge alla sorella minore. A raccogliere la sfida c’era Agatha, accanita lettrice di Sir Arthur Conan Doyle, che, cresciuta ascoltando le storie di Dickens, si era cimentata con la scrittura sin da giovanissima. Madge non poteva immaginare che la sua sorellina sarebbe divenuta, di lì a poco, la signora indiscussa del giallo, nonché la scrittrice inglese più tradotta di tutti i tempi, arrivando a surclassare persino un mostro sacro della letteratura come William Shakespeare. Come avrete intuito dal titolo del post, sto parlando di Agatha Christie (Torquay, 1890 - Wallingford, 1976), naturalmente.

Ripercorrendo brevissimamente la storia del giallo, possiamo individuare tre personalità chiave da cui questo genere letterario ha preso le mosse. Lo scrittore americano Edgar Allan Poe, da molti ritenuto l’iniziatore di questo ed altri generi, ha gettato per primo le basi del filone con il suo arguto Auguste Dupin, apparso per la prima volta nel 1841. Ma è ad Arthur Conan Doyle e alla sua accoppiata vincente di personaggi di finzione (Sherlock Holmes e il dottor Watson) che si deve, probabilmente, l’ampia diffusione e l’immenso successo di pubblico riscosso dal racconto sul crimine. A raccoglierne l’eredità troviamo proprio Agatha Christie che, proseguendo sulla scia di questi due giganti della narrativa internazionale, è riuscita, grazie alle sue trame intriganti e curate nel minimo dettaglio, a far appassionare milioni di lettori sparsi per il globo.

Le detective stories, come le chiamano gli anglosassoni, sono state il punto di partenza. Immancabile in questi racconti è l’abile investigatore alle prese con casi apparentemente irrisolvibili. Ma con gli anni il giallo ha partorito un gran numero di sottogeneri. Il poliziesco, il noir, il thriller e le spy-stories sono solo alcuni tra quelli più familiari. Inutile dire che il successo sulla carta stampata ha contagiato rapidamente anche il cinema e la televisione.

Mi sono avvicinato alla Christie leggendo Dieci piccoli indiani (titolo originale Ten little niggers), che ho rinvenuto casualmente in un anfratto della mia libreria. Pubblicato nel 1939, questo romanzo è considerato da molti uno dei suoi capolavori, nonché il libro giallo più venduto della storia.

Otto individui, estranei l’un l’altro, sono chiamati a raccolta presso Nigger Island, un isolotto grande abbastanza da contenere nient’altro che una sfarzosa villa. Tutti hanno ricevuto l’invito da un misterioso signor U.N. Owen, presumibilmente il proprietario di casa, di cui nessuno ha memoria, né notizia (da notare che la pronuncia in inglese di questo nome è molto simile a quella di “unkwnown”, che significa sconosciuto). Gli invitati, nonostante un po’ di sorpresa iniziale, si presentano all’appuntamento senza troppi indugi. Una volta approdati a Nigger Island, gli otto non vi trovano né il signor Owen, né la moglie. Ad accoglierli sarà una coppia di domestici, marito e moglie, che, pur avendo ricevuto precise disposizioni a cui attenersi, non ha mai incontrato di persona i proprietari di casa. È a questo punto che qualcuno tra gli ospiti comincia, giustamente, a covare i primi sospetti. Com’è possibile che non ci sia traccia del signor Owen e che nessuno tra i presenti abbia mai avuto contatti diretti con lui? Già, la faccenda è molto strana! Neanche a farlo apposta, il mare, tutt'intorno, comincia ad agitarsi rendendo impossibile lasciare l’isola. Non c’è via di scampo, ma nessuno teme ancora alcunché, così ciascuno finisce per accomodarsi nella propria camera. In ognuna di queste, incorniciata al muro, si trova una strana poesia, a cui inizialmente nessuno sembra badare molto. Ad ora di cena, i domestici imbandiscono la tavola e gli invitati, accorsi per rifocillarsi, cominciano ad intrattenere conversazioni varie. Nel bel mezzo del banchetto una voce registrata accusa ciascuno degli astanti di aver commesso un omicidio, spiegandone minuziosamente i dettagli per ognuno. Il passato criminale sarebbe dunque ciò che accomuna le dieci persone che si trovano a Nigger Island. Le reazioni alla voce registrata sono varie: da chi pensa allo scherzo, a chi viene colto da malore. Fatto sta che nella villa cominciano a verificarsi evenienze alquanto sinistre che costeranno la vita a tutti i presenti, nessuno escluso.

Ma non preoccupatevi, non vi ho svelato granché, visto che uno dei titoli con cui è conosciuto il romanzo è anche “... E poi non rimase nessuno”. Il mistero è un altro: chi è il killer? E come fa a non lasciare traccia?

Dieci piccoli indiani è un giallo atipico in cui il detective è il lettore stesso che cerca di mettere assieme i pezzi dell’intricata vicenda, seguendo ogni passaggio con la massima attenzione e scrutando i personaggi con circospezione. Un detective che, salvo rarissimi casi (perlopiù fortuiti), finirà per prendere un grosso abbaglio, sbattendo più volte la testa nell'incessante ricerca del killer. Il libro è avvincente e i fatti si susseguono rapidi ed incalzanti senza un attimo di tregua; i colpi di scena non mancano e ci spiazzano continuamente proprio quando ci sembra di aver imboccato la strada giusta. La cornice è sensazionale, i personaggi sono molto ben caratterizzati e il finale è sorprendente e scrupolosamente ragionato.

Altri titoli molto conosciuti di Agatha Christie sono L'assassinio di Roger Ackroyd e Assassinio sull'Orient Express, facenti parte entrambi della serie Hercule Poirot, che sarebbe l’investigatore belga nato dalla penna della Christie.

Da questo libro la Christie ha ricavato un adattamento teatrale che, per motivi scenici, presenta un finale molto diverso. A questa pièce si ispirano moltissimi film, tra cui la versione di René Clair del 1945, quella di George Pollock del 1965, un’altra di Peter Collins del 1974 e molte altre liberamente ispirate al racconto di fantasia della Christie.

Agatha Christie

Agatha Christie

Trailer del film Dieci piccoli indiani del 1965, regia di George Pollock

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C
Buongiorno Danky, la tua recensione ha permesso alla mia mente di ritornare indietro nel tempo e ripercorrere, quasi sfogliandone le pagine, un libro letto tanti anni or sono. La tua grande perizia nel recensire, mi ha portato addirittura a riprendere in mano il giallo per rileggerlo. Grazie mille per il tuo lavoro. Continua così!
Buona giornata!
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R
Ciao Danky, ancora una volta mi complimento per l'eccellente lavoro svolto con la tua recensione. Ho letto il libro e devo dire che l'ho apprezzato parecchio. Ho gradito poi lo stile pacato e scevro di scene cruente utilizzato dall'autrice. La trama, di cui hai fatto un'ottima sinossi (stando, come sempre, ben attento a non svelare il finale), è lineare ma al contempo avvincente. Ogni cosa è opportunamente spiegata e niente viene lasciato al caso. Abbastanza d'impatto l'idea della voce registrata che irrompe nella sala da pranzo accusando i presenti di essere degli assassini rimasti impuniti. Magistrale è poi l'idea di far ritornare in altre due occasioni all'interno del libro, il termine nigger del titolo. Dapprima con il nome dell'isola in cui si svolge la vicenda: "Nigger island" (così chiamata poiché la sua forma ricorda la testa di un nero); in seguito con la filastrocca dei dieci piccoli negretti che, dietro una'innocua apparenza, cela un macabro retroscena. Infine mi è piaciuta molto la scelta di lasciare al lettore il compito di "scovare" il colpevole degli omicidi.
Insomma, il libro merita di essere letto, se non altro per giocare un po' alla ricerca dell'assassino (cosa che ho fatto anch'io, sebbene con scarsi risultati! Il mio game over, ha segnato la vittoria alla vecchia e cara Agatha. Ahahah!)
Dunque, buona lettura e buon divertimento!
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