La notte di Villa Diodati tra mostri e vampiri

Pubblicato il da Daniele A. Esposito

La notte di Villa Diodati tra mostri e vampiri
La notte di Villa Diodati tra mostri e vampiri
La notte di Villa Diodati tra mostri e vampiri

Estate 1816, cinque giovani in villeggiatura sono trattenuti dal mal tempo in una stanza di Villa Diodati, a pochi passi dal lago di Ginevra, in Svizzera. Incoraggiati dall'atmosfera cupa e temporalesca, i ragazzi cominciano a leggere storie di fantasmi. Va avanti per un po', finché, presi dall'euforia, i cinque fanno un patto: ognuno avrebbe inventato una storia del terrore da raccontare agli altri nelle notti seguenti. Nascono in quelle ore notturne alcune pietre miliari della letteratura mondiale. I tre racconti più significativi sono raccolti nel volume La notte di villa Diodati. 

Stiamo parlando de Il vampiro di John W. Polidori, capostipite della florida letteratura a carattere vampiresco che si diffonderà di lì a poco (e che culminerà nell'indimenticabile Dracula di Bram Stoker del 1897; per quest'altro capolavoro clicca qui), del Frankenstein di Mary Shelley, popolarissimo romanzo a cavallo tra il gotico e la fantascienza e, per finire, de La sepoltura, frammento meno noto di Lord Byron.

E' interessante notare che tra tutti gli astanti, l'idea più originale balenò in testa ad una ragazza di soli diciannove anni. Fu l'opera di Mary Shelley, infatti, a riscuotere il miglior riscontro da parte della critica del tempo, diventando, in breve tempo, un best seller. E' curioso il fatto che, per anni, il romanzo, pubblicato anonimamente, venisse attribuito alla penna di Percy Shelley, noto poeta e filosofo inglese, nonché marito di Mary. Quando fu noto a tutti che l'autore era in realtà un'autrice, un critico del tempo osò affermare che: "per un uomo era eccellente ma per una donna è straordinario".

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post