Da dove viene la vita? Riflessioni di Giovanni Bignami

Pubblicato il da Daniele A. Esposito

Da dove viene la vita? Riflessioni di Giovanni Bignami
Da dove viene la vita? Riflessioni di Giovanni Bignami

Giovanni F. Bignami (1944 - 2017) è stato un fisico italiano, presidente, tra le altre cose, dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 2007 al 2008 e dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) dal 2011 al 2015. Scienziato di prim’ordine, operativo sia sul fronte della ricerca che della divulgazione, ha preso parte ai principali progetti di ricerca spaziale da una costa all’altra dell’Atlantico. E’ venuto a mancare lo scorso anno a seguito di un improvviso malore mentre si trovava all’estero per lavoro.

Grande conferenziere, Bignami si è sempre prodigato per far sì che la scienza e i misteri del cosmo raggiungessero un’ampia platea di persone comuni. Sono note ai più le sue apparizioni nei programmi televisivi di Piero Angela, il padre della divulgazione italiana.
Non ho mai avuto modo di presenziare dal vivo a questi incontri, ma, negli anni, ho recuperato alcuni dei suoi interventi disponibili in rete (su youtube ne trovate a volontà).

Oltre a pubblicazioni di tipo tecnico, il fisico aveva al suo attivo anche un buon numero di saggi divulgativi per il grande pubblico. Di recente ho avuto modo di leggere I marziani siamo noi. Un filo rosso dal Big Bang alla vita pubblicato nel 2010 da Zanichelli. Davvero entusiasmante!
A dire il vero, questo, non è neanche il più recente dei suoi testi. Poco dopo la sua scomparsa, infatti, Giunti ha dato alle stampe  Le rivoluzioni dell'universo. Noi umani tra corpi celesti e spazi cosmici, l’ultimo progetto a cui Bignami stava lavorando.

Ad ogni modo, ve lo consiglio ugualmente, perché I marziani siamo noi è un manualetto agile, che si fa leggere in una manciata di ore, in cui lo scienziato ripercorre le tappe cruciali della storia dell’universo per come lo conosciamo oggi. Non ci sono equazioni ed è indicato anche per chi è completamente digiuno di concetti basilari di fisica.

Bignami fa lo slalom tra fisica, astronomia, chimica e biologia senza mai perdere il piglio che lo contraddistingue, guidato da uno degli interrogativi più misteriosi di sempre: dove si è originata la vita?

Non vogliamo essere l’unico pianeta abitato del nostro universo. [...] Non abbiamo ancora trovato nessuno là fuori. Ma non siamo neanche in grado di dimostrare che non ci sia nessuno.

A chi gli chiede cosa ci fosse prima del Big Bang, avvenuto circa 13,7 miliardi di anni fa, Bignami risponde in maniera secca: “non lo sappiamo”! E non è la sola cosa che ignoriamo. “La maggior parte dell’universo, per la precisione il 96%, è fatta di materia o energia che chiamiamo “oscure” tanto per dar loro un nome, ma che non hanno niente a che fare con la materia ordinaria. Insomma, noi apparteniamo a un trascurabile 4% dell’universo.
Tuttavia sono parecchi gli aspetti dell’universo successivi al Big Bang che, in questi decenni, abbiamo incominciato a comprendere, talvolta anche nel  dettaglio.
L’universo appena nato aveva un diametro pari alla lunghezza di Plank, ovvero 10- 35 m. L’intera materia si creò in quel momento.

Dallo studio dei vari isotopi radioattivi abbiamo capito che la Terra si originò circa 4,7 miliardi di anni fa. Temperature superficiali molto elevate e continue collisioni con corpi esterni caratterizzavano quella fase dello sviluppo del nostro pianeta (la cosiddetta età dell’Ade). Una di queste collisioni, circa quattro miliardi e mezzo di anni fa, diede vita alla Luna, il nostro satellite.
Man mano il pianeta blu si è andato raffreddando e la sua massa gli ha permesso di catturare i gas che formavano l’atmosfera primordiale. Dopo milioni di anni le prime forme di vita attecchirono e prese il via l’evoluzione biologica, i cui meccanismi, tuttora all’opera, furono decodificati da Charles Darwin solo verso la metà del XIX secolo e vennero ampiamente descritti ne L’origine delle specie.

Ad oggi ancora non sappiamo se la vita si sia originata sul nostro pianeta e sia, per così dire, un fenomeno endemico o se si sia generata altrove nell’universo e sia arrivata a noi a seguito di collisioni con altri corpi fluttuanti nel cosmo che già ne contenevano i “semi”.

Quello che possiamo affermare con certezza è che il nostro sistema solare non è niente di eccezionale. Là fuori, nello spazio profondo, abbondano le stelle, i pianeti e altri corpi celesti. Si è andata, così, sviluppando l’idea che ci debba essere qualche pianeta extrasolare con caratteristiche consone alla vita. Tant’è che la comunità scientifica sta lavorando da oltre mezzo secolo al progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) con il chiaro intento di rinvenire, presto o tardi, qualche forma di intelligenza extraterrestre. Risultati significativi non sono ancora emersi, ma ci vuole pazienza.

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