Un invito a cena coi fisici quantistici

Pubblicato il da Daniele A. Esposito

Un invito a cena coi fisici quantistici

Gabriella Greison (1976) è una fisica italiana, ma anche giornalista, insegnante, monologhista teatrale, e divulgatrice. Insomma, non riesce a stare ferma. Questa donna ha inventato un nuovo genere letterario: la fisica romanzata.

Ho appena ultimato la lettura de L’incredibile cena dei fisici quantistici (Salani, 2016), che ad oggi mi risulta essere la sua pubblicazione più rilevante. Gabriella rende umani i miti della scienza del secolo scorso da Einstein a Bohr, da Pauli ad Heisemberg, passando per Schrödinger e la leggendaria Marie Curie (l’unica donna ad aver vinto due premi Nobel, il primo per la fisica e il secondo per la chimica).

L’eterna disputa tra la fisica probabilistica di Niels Bohr e quella deterministica di Albert Einstein fa da collante, tenendo assieme le trame della storia.

La cornice da cui si dipana la narrazione è la celebre foto in cui sono ritratti alcuni dei più grandi geni del secolo scorso. Siamo nel 1927, si è appena concluso il  V Congresso Solvay della Fisica, “il ritrovo più importante della storia della scienza, dove ventinove personaggi, quasi tutti fisici, hanno preso parte a una lunga settimana di discussioni, di arricchimento di nuove idee, di intensi dibattiti che hanno fatto nascere, proprio in quei giorni, la fisica quantistica.

I ritrovi Solvay a Bruxelles erano idea di Ernest Solvay, facoltoso industriale amico di Alfred Nobel. Mentre quest’ultimo premiava ogni anno i geni che si contraddistinguevano per il loro prezioso ingegno, Solvay, con cadenza altrettanto regolare, li faceva incontrare nella capitale belga affinché si scambiassero opinioni e idee innovative, contribuendo di tasca propria a viaggi, soggiorni e altre spese connesse.

Nel complesso, la fisica quantistica è dannatamente complicata, tanto che lo stesso Niehls Bohr ebbe a dire: “Se ti sembra di aver capito la fisica quantistica, allora non hai capito niente”. Anche Richard Feynman, premio Nobel e padre dell’elettrodinamica quantistica, si pronunciò a tal proposito, sostenendo quanto segue: “Credo di poter dire con sicurezza che nessuno capisce la meccanica quantistica, chiunque afferma di capire la teoria dei quanti mente oppure è pazzo.
Essa descrive il funzionamento della materia, della radiazione e delle loro interazioni considerandoli come fenomeni ondulatori e al contempo particellari (il cosiddetto dualismo onda-particella), laddove la fisica classica considerava la luce unicamente come onda e l’elettrone come particella.
La natura dell’universo che ne risulta è completamente stravolta, perdendo ogni legame col mondo che quotidianamente osserviamo. Proprio per questo aspetto essa appare ai più così controintuitiva.

Vale comunque la pena leggere questo libro in cui la Greison, senza farne un segreto, ci mette del suo per dipingere ognuno dei personaggi attorno al tavolo (e non). Bisogna dire, però, che conosce molto bene ciò di cui parla, ed è probabile, quindi, che la ricostruzione degli eventi che ci propone, assieme alla caratterizzazione dei personaggi che ci presenta, sia molto verosimile.

Proprio in questi giorni è uscito in libreria Einstein e io (Salani, 2018), ultima fatica della Greison in cui si racconta la vita di Einstein attraverso gli occhi di Mileva Marić, la sua prima moglie, nonché fisica a sua volta.

Un invito a cena coi fisici quantistici
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