Pane e dinosauri, ricetta per un’infanzia felice

Pubblicato il da Daniele A. Esposito

Pane e dinosauri, ricetta per un’infanzia felice

Oggi ho preso in mano Ascesa e caduta dei dinosauri. La vera storia di un mondo perduto (Utet, 2018) di Steve Brusatte (1984) e sono tornato bambino.

Rammento, tutto a un tratto, dozzine di VHS sul Giurassico che mi tenevano incollato al tubo catodico. Vivide immagini di barbuti studiosi americani affollano la mia mente; sono chini sulla terra gialla arsa dal sole intenti a spennellare resti fossili in qualche posto dimenticato da Dio nel New Mexico o in Arizona. Resti ossei così completi da non destar sospetti unicamente alla mia fanciullesca innocenza.

Perché in tenera età i dinosauri ci colpiscono così tanto? Non può essere un caso che la maggioranza dei grandi paleontologi abbia rivelato al mondo il proprio interesse prematuro per la storia naturale; dev’esserci qualcosa che inconsapevolmente ci attrae e ci cattura. O forse sto farneticando.

Ad ogni modo, dentro di me, quel sentimento gioioso, apparentemente sopito da tempo, riprende a vivere in qualche recondita sinapsi riattivatasi osservando la copertina del libro di Brusatte.

Ho sempre avuto un debole per la storia naturale, anche remota, ma ormai, mi dico tra me e me, ho maturato anche altri interessi più concreti, più utili, più “normali”. E poi, mi chiedo, a che serve, alla soglia dei trent’anni, leggere un libro sui dinosauri.

Là fuori ci sono il prodotto interno lordo che cala, la Brexit, i contrasti tra Kim Jong-un e Donald Trump e io ho in mano un libro sui dinosauri.
Sapete che c’è? E’ più forte di me, prendo nuovamente tra le mani questo Utet fresco di stampa, lo annuso, lo sfoglio e tutte le considerazioni enunciate fin qui vanno a farsi benedire.

Steve Brusatte, giovane professore di paleontologia all’Università di Edimburgo è in gambissima. Dalle pagine del suo libro apprendo che, lasciando a casa l’impostazione accademica, ha girato mezzo mondo a caccia di fossili, ha collaborato con giovani ricercatori dalle nazionalità più diverse, sporcandosi le mani di fango e asciugandosi la fronte dal sudore. Tutto questo condito, ovviamente, con rilevanti pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.

La Terra, lo sappiamo, in ogni epoca, ne ha passate di cotte e di crude e con lei i suoi abitanti. La vita, nella sua accezione più ampia, si è spinta sull’orlo dell’estinzione ben più di una volta.
Brusatte ci porta nel Triassico e  si addentra nel cambiamento che ha via via investito il substrato fisico su cui da sempre poggiamo i piedi. Tra violente eruzioni, effetto serra opprimente, impatti meteorici e cataclismi di diverso genere, attraversiamo il Giurassico prima e il Cretaceo dopo. E loro, le guest stars della preistoria, sfilano superbe mostrandoci tutta la resilienza di cui la vita è capace.

Mettiamo da parte il PIL, per una volta.

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stefania carboni 04/08/2019 13:33

Bel post, complimenti!
Finalmente ti leggo più ironico e scherzoso. I dinosauri e il bambino che è in te devono averti decisamente condizionato ;)

Daniele A. Esposito 04/09/2019 22:31

Grazie :)
Il bambino ogni tanto fa capolino :P