L'animale uomo

Pubblicato il da Danky Boll

L'animale uomo

Nel 1967 Desmond Morris(Purton, 1928), zoologo ed etologo inglese di fama internazionale, dopo una carriera dedicata ai primati, pubblica La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo (titolo originale The naked ape), un saggio di divulgazione scientifica sull'uomo in quanto animale. Al fine di analizzarne il comportamento in funzione della sua storia biologica e dell'ambiente in cui vive, Morris tenta di ridurre al minimo il diffuso pregiudizio di superiorità di cui la nostra specie gode rispetto agli altri animali. Per fare ciò è necessaria una trattazione dell'essere umano che sia in continuità con quella riservata ai suoi parenti più prossimi ovvero gli altri rappresentanti dell'ordine dei primati.

Homo sapiens diventa agli occhi di Morris lo "scimmione nudo", essendo la sua assenza di pelo la caratteristica più impattante che ne permette una prima rapida distinzione morfologica dalle altre scimmie. Con questo appellativo l'uomo è ridotto all'essenza di scimmia tra le scimmie ed il suo comportamento può essere trattato in termini puramente biologici, tralasciando momentaneamente le influenze culturali, che rendono sempre difficile e problematico l'accostamento uomo-animale. "Esistono centonovantatré specie viventi di scimmie con coda e senza coda; di queste, centonovantadue sono coperte di pelo. L'eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens. Questa razza eccezionale ed estremamente capace trascorre molto tempo ad esaminare i propri moventi più nobili ed altrettanto ad ignorare quelli fondamentali."

L'autore muove una critica alla società moderna, rea, dal suo punto di vista, di eccessiva superficialità nell'analisi di ciò che gli uomini sono. Tale colpa sarebbe dovuta alla diffusa ignoranza sulla nostra origine e storia evolutiva. "Nonostante i grandi progressi tecnologici, noi siamo ancora fondamentalmente un semplice fenomeno biologico e, malgrado le nostre idee grandiose e l'alto concetto che abbiamo di noi stessi, siamo ancora degli umili animali, soggetti a tutte le leggi fondamentali del comportamento animale."

Sono tanti i temi che Morris tocca nella sua trattazione; partendo dalle origini fa luce sulla natura duale che ci caratterizza e che vede da un lato il primate opportunista non specializzato e dall'altro il carnivoro spietato cacciatore sociale, due modelli che sono talvolta in contrasto tra loro. "Il ritornare ad una casa fissa di base è caratteristico dei carnivori, mentre è molto meno diffuso tra le scimmie e gli scimmioni."

L'interazione tra gli individui nacque primariamente come una necessità che garantiva maggiori probabilità di sopravvivenza e portò via via ad una maggiore coesione di gruppo. Le prime fasi di linguaggio articolato, coadiuvate da una forte gestualità, portarono una grande innovazione comunicativa tra gli individui della specie, determinandone il successo. "Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a comunicare e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettero divenire più complessi."

Di grande importanza è il tema dell'esplorazione, caratteristica primaria dell'essere umano che si manifesta sotto molteplici aspetti nella vita di tutti i giorni. La scienza, il viaggio, le escursioni rappresentano la stessa faccia della medaglia. Che sia fisica o intellettuale l'esplorazione è qualcosa che ci portiamo dentro e che ha reso possibile il progresso dell'umanità come noi tutti la intendiamo. "Tutti i mammiferi provano un forte impulso ad esplorare, ma in alcuni questo impulso è più forte che in altri. Tra gli scimmioni e le scimmie, lo scimmione nudo è il più opportunista di tutti. Tutte le scimmie giovani sono indagatrici, ma la loro curiosità tende a svanire con l'avanzare dell'età. Nel nostro caso invece la curiosità infantile si rafforza e si estende con la maturità. Noi non smettiamo mai di indagare, non siamo mai persuasi di sapere abbastanza da andare avanti. Ogni domanda a cui rispondiamo ci porta ad una domanda successiva. Questo è diventato il più importante espediente per sopravvivere della nostra specie."

Lo scienziato si cura anche di aspetti legati all'attualità, senza tralasciare i problemi che affliggono l'umanità come la piaga del sovraffollamento, già ampiamente sentita sul finire degli anni '60. "Alla fine del diciassettesimo secolo la popolazione mondiale degli scimmioni nudi era soltanto di mezzo miliardo, mentre adesso [nel 1967] è arrivata a tre miliardi. Ogni ventiquattro ore essa aumenta di 150.000 unità. Tra 260 anni, se l'aumento si mantiene costante, il che è improbabile, sulla terra si affollerà una massa in fermento di 400 miliardi di scimmioni nudi. Ciò significa che per ogni miglio quadrato della superficie terrestre, vi saranno undicimila individui."

Morris prende in considerazione anche l'eventualità dell'estinzione della specie, conscio del fatto che essa fa parte del processo naturale che accompagna ogni specie nella sua storia biologica. Senza lasciarsi prendere dal pessimismo catastrofista delinea la sua ipotesi dando un semplice consiglio all'umanità, ovvero di non tralasciare la nostra preziosa eredità di animali. "Prima o poi scompariremo per fare posto a qualcosa d'altro. Se vogliamo che ciò avvenga il più tardi possibile, dobbiamo considerarci in modo attento e spietato come esemplari biologici e renderci conto dei nostri limiti. Questo è il motivo per cui ho scritto questo libro e ho deliberatamente insultato la nostra specie, usando una espressione come "scimmione nudo" invece del nome corrente. Le nostre civiltà incredibilmente complicate saranno in grado di prosperare soltanto se noi le indirizzeremo in modo che non ostacolino o non tendano a sopprimere le nostre fondamentali richieste animali."

Ho sorvolato sulle abitudini sessuali, una delle parti più succulente e provocanti del libro, perché sono convinto che ognuno debba approfondire da sé questo tema così stuzzicante.

Se amate i saggi divulgativi, non potete perdervi il prossimo post!

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Desmond Morris

Desmond Morris

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Kriken 08/24/2015 23:27

@”TUTTE DONNE!”:
Ecco perché passavi le nottate a cercare di avere l’ultima parola virtuale con me invece di spassartela con la ragazza, grazie di aver confermato quel che già supponevo ;-)
P.S.: “Visto che avevo ragione? L’ultma parola alla fine l’ho avuta io XD” Temo di no, hai solo dimostrato che ad aver ragione ero io XP

Kriken 08/25/2015 12:28

@Danky Boll:
Non sono parte né sostengo l'UCCR, l'e-mail era solo una parodia di quella vera ben nota alla persona a cui è rivolto questo commento, che l'avrà già letto o lo leggerà a breve.
Scusa l'off-topic :-(

Danky Boll 08/25/2015 00:57

E' con commenti fuori luogo come questo che voi di UCCR vi divertite? Se sì, toglierei quella R dalla vostra sigla. Saluti